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18.05.19

COMUNI DEL CIRSU: quale futuro per i lavoratori? (comunicato stampa)


FPCGIL – FEMCACISL
Segreterie Provinciali Teramo

Comunicato Stampa

Senza strumenti di sostegno al reddito è sempre più cupo il destino degli ex lavoratori dipendenti del Consorzio Stabile Ambiente S.c.a.r.l. che ha gestito il polo tecnologico CIRSU dal 2014 al 2017.

            Una storia complessa quella del consorzio intercomunale dei rifiuti, culminata dapprima con il fallimento del suo braccio operativo: SOGESA spa, nel Giugno 2012, e di conseguenza con il fallimento del Consorzio stesso con sentenza del 10.09.2015

      Successivamente, l’impianto, attraverso una gara ad evidenza pubblica, è stato affidato al C.S.A. scarl fino al 2017, quando, anche in questo caso attraverso una gara ad evidenza pubblica, è stato ceduto alla  Società DECO spa.

             Da quel momento l’attività è cessata, i 30 lavoratori sono stati di conseguenza licenziati e, quello che sembrava un percorso che in tempi brevi avrebbe consentito la riapertura e il rilancio della struttura produttiva, con la conseguente riassunzione dei lavoratori, si è rivelato in realtà come l’inizio di un “calvario” che, ad oggi, non consente a nessuno di vedere la luce in fondo al tunnel.

              I lavoratori in particolare vedono scemare ed in alcuni casi concludersi in questi giorni la NASPI (indennità di disoccupazione), senza possibilità di poter beneficiare di ulteriori forme di sostegno al reddito.

               In tutti questi anni le istituzioni hanno dato la sensazione di essere impotenti di fronte ad una vicenda che le vede coinvolte in prima persona, sia come proprietarie dell’impianto (Comuni del CIRSU), sia come territorio che non è riuscito a preservare un patrimonio fondamentale per la collettività.

                Le scriventi OO.SS, insieme ai lavoratori, stanno cercando da tempo di avviare un tavolo di confronto territoriale sulla vicenda senza però aver riscontrato finora la necessaria attenzione da parte di tutti gli interlocutori coinvolti.            

Si riservano pertanto di mettere in campo tutte le iniziative necessarie per dare il giusto risalto ad una vicenda che va oltre il pur fondamentale aspetto occupazionale, rappresentando una pagina opaca che rischia di compromettere un patrimonio che l’intero territorio non può permettersi di disperdere.

Teramo, lì 18 maggio 2019